mercoledì 6 maggio 2015

Un piccolo museo deve aprire le porte ad un mondo


Se mi avete seguito nel post precedente conoscete le tesi sulle quali insisto, in vista del Convegno Nazionale dei Piccoli Musei: la gestione di un piccolo museo non può essere quella di un museo “ordinario”.
Ma in cosa dovrebbe essere diversa la gestione di un PM?
Uno degli aspetti chiave, non l’unico, per ripensare il pIccolo Museo in termini gestionali, riguarda la relazione con il territorio.
Va da sé che un PM non deve agire come se fosse autosufficiente o isolato, ma quel che vorrei rimarcare è che la relazione con il territorio è un aspetto decisivo per un Piccolo Museo.
Un PM che voglia sottolineare il suo legame con il territorio dovrebbe essere:
1.   - espressione della storia e della cultura del luogo non solo in termini di proposta di visita e di “oggetti” in mostra, ma anche quanto a modalità espositive, a servizi offerti, oltre che come organizzazione degli spazi e dei percorsi, che diventalo lo “stile” del museo,
2.   - luogo di esposizione/studio/ricerca/educazione/tutela dei beni legati al territorio, alla sua cultura e alla sua storia,
3.   - espressione della comunità locale, e partner di altri soggetti locali,
4.   - “garante” del valore e della qualità di altre proposte territoriali,
5.   - “porta di ingresso al territorio”.
Dunque il legame con il territorio rimanda sia ad aspetti gestionali interni al museo, che anche ad aspetti esterni, di relazione e di rete.
In tal modo il museo si può caratterizzare per essere l’ingresso privilegiato ad un territorio, un luogo non comune per conoscerlo e per comprenderlo.
L’esperienza museale non può che essere considerata parte di una esperienza più ampia, di una relazione con altri luoghi e soggetti del territorio. E la visita al museo di piccola dimensione riuscirebbe a permettere di cogliere un punto di vista sul territorio, una prospettiva che non si limiti ad una esperienza in superficie, ma che permetta di addentrarsi oltre la scena (“back region”).
Per questo un PM non può essere gestito come qualcosa di chiuso nelle mura dell’edificio che lo ospita, ma va considerato e gestito come parte di un sistema più ampio di relazioni e percorsi, che proprio grazie al museo diventa comprensibile al visitatore.
La rete di alleanze con altri soggetti del territorio è pertanto un “must” gestionale per un PM, in una logica che non lo vede come “solo”, ma come parte di un continuum territoriale (aspetto non trascurabile anche ai fini della sua gestione economica).
Tutto questo può essere manifestato facilmente se ad esempio il biglietto di ingresso al museo è anche il biglietto di ingresso al territorio, non solo agli altri musei, ma alle altre proposte storiche o culturali presenti nel territorio, visitando le quali si sviluppa un percorso di comprensione, o più semplicemente si fa una esperienza diversa e trasversale, e magari proprio per questo più piacevole. Discorso non diverso per la presenza sul web del PM, che non può prescindere dal presentare il territorio, certificando il valore culturale di luoghi, siti e percorsi.
Sono solo due esempi che possono essere moltiplicati in un logica di “Rimandi”.
Vorrei poi chiarire che un PM visto come parte di un continuum richiede di essere gestito e proposto come qualcosa di unico!
Ritengo fondamentale questo aspetto perché nella visione – temo oggi - dominante uno dei punti di debolezza di molti piccoli musei, sarebbe il fatto che, se si trovano in territori vicini, “rischiano di essere uguali, e ripetitivi” e quindi andrebbero chiusi, in una logica di razionalizzazione.
Ma l’unicità del museo, alla quale ho appena fatto riferimento, esattamente come il suo essere “porta di accesso ad un mondo”, non è solo questione di oggetti esposti, ma è data dalla sua personalità, dalla sua storia, dai suoi obiettivi, dai servizi erogati, dalle competenze delle persone che accolgono, spiegano, mostrano, fanno ricerca, divulgano, si occupano di didattica… e in ultima analisi dal suo modello gestionale.
Come ho avuto modo di anticipare nel post precedente “portare visitatori in un piccolo museo non è una cosa che può essere fatta solo dal Piccolo Museo”; anche per questo “legame con il territorio” significa creare un sistema di alleanze, incoraggiare gli altri soggetti del territorio a collaborare e creare delle reti o almeno dei progetti comuni. Solo così il piccolo museo potrà fungere non solo da attrattore, ma anche da motore culturale e di sviluppo del territorio.

Un maggior numero di visitatori richiede al museo di essere “aperto e collaborativo”, ma si tratta di un obiettivo che può essere raggiunto solo se è condiviso dalla comunità e dagli altri soggetti.
(continua)

Nessun commento:

Posta un commento