giovedì 28 giugno 2012

Veneto: I piccoli musei? chiudiamoli!


"Musei, quando piccolo non è bello" è il titolo - poco originale - di un articolo pubblicato sul Gazzettino del 28 giugno 2012 a pag 26.
Le tesi riportate dall'autore nell'intervista a Fausta Bressani, resp Direzione Regionale Beni Culturali sono queste:
- in passato i piccoli musei sono stati voluti fortemente dalle Comunità locali come riaffermazione di orgoglio identitario, ma senza veri progetti gestionali,
- ora quei musei sono costretti a ridurre gli orari di apertura, a ricorrere al volontariato, e a ridurre le attività di ricerca. Ma così il museo smette di essere una attività viva e si spegne.
La stessa Bressani, almeno leggendo quanto riportato nell'articolo, auspica un deciso ridimensionamento del numero dei musei minori "Che siano troppi è indubbio, se fossero meno potrebbero funzionare meglio".
Commento
Francamente non capisco perchè "se i musei fossero meno potrebbero funzionare meglio". Ovviamente condivido la necessità che i musei collaborino di più tra di loro, come auspicato dalla dirigente regionale.
Ma in generale credo che il problema non sia quello che emerge in queste righe.
In Veneto risulta ci siano 350 musei (personalmente credo siano molti di più). Solo 150 sono riconosciuti dalla Regione. Questi dati dicono molte cose, ed in particolare dicono che le norme della Regione Veneto non vanno bene. Sono norme pensate per pochi musei, quelli di grande dimensione. La maggioranza dei musei infatti per la Regione non esiste.
E le norme sono il primo problema.
Il secondo problema è dato dal fatto che in Veneto non c'è ancora una cultura gestionale adeguata ai piccoli musei, diffusa. E anche qui la Regione dovrebbe interrogarsi. Come mai accade che in Veneto gran parte dei piccoli musei siano considerati e gestiti come grandi in miniatura? Come mai non sono visti per quello che sono, cioè come musei diversi dai grandi, con proprie specificità, bisognosi di competenze, standard e modelli gestionali specifici?
Credo che a queste domande debba essere data risposta in primis dalla Regione.
Vorrei poi spezzare una lancia a favore del volontariato che, contrariamente ad una opinione molto diffusa, potrebbe fare molto per i piccoli musei, ovviamente all'interno di un progetto gestionale condiviso con i responsabili museali.
Infine non credo che il problema sarà risolto con la chiusura dei piccoli musei. Se il ragionamento è questo allora va detto che anche gran parte dei musei di grande dimensione non chiude il bilancio in pareggio. Bisogna chiudere anche quelli? La soluzione sta nel riuscire a fare in modo che i piccoli musei riescano ad esprimere tutte le loro potenzialità, che ovviamente riguardano sia il numero dei visatori che la loro funzione culturale nel territorio.

p.s. se poi avessimo capito male, o il giornalista avesse riportato non correttamente le opinioni che abbiamo commentato, in questo blog c'è tutto lo spazio per chiarire e magari rettificare.

martedì 26 giugno 2012

Nei musei non mancano solo le sedie



"Rispetto a un decennio fa è il web che influisce prima, durante e dopo la visita aumentando le aspettative di condivisione. Nel frattempo diminuiscono le donne, addirittura si dimezzano i giovani, con il pubblico dei musei che diventa più acculturato ed esigente. Questi e molti altri i risultati della ricerca 'Il museo in ascolto', che, diretta da Ludovico Solima e promossa dalla direzione generale per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, ha coinvolto 12 musei statali e si è basata sulla compilazione volontaria di oltre 4.500 questionari. La ricerca è prima di tutto un confronto con quella realizzata dall'Ufficio Studi del Mibac nel 1999, e incentrata sul livello di gradimento dei principali strumenti di comunicazioni utilizzati dagli istituti museali. Per quanto riguarda il profilo dei visitatori, il 56% del pubblico è composto da donne, in diminuzione rispetto al 59% del '99, mentre i giovani sono addirittura dimezzati, passando dal 28 al 14%. Gli anziani (oltre i 65 anni) hanno registrato invece un impennata triplicando il dato (dal 4,5 al 13%). In realtà, sono questi ultimi a essere sottostimati rispetto alla realtà della popolazione italiana, mentre i giovani sono adeguatamente rappresentati. Calano gli stranieri dal 54 al 42%, ma in questo caso è possibile che il dato sia influenzato dal periodo dell'anno (dicembre-giugno) in cui è stata svolta la ricerca, diverso da quello del '99. Infine, ci sono meno residenti, ma aumentano sensibilmente i laureati (dal 37 al 53%). I visitatori, generalmente soddisfatti (il 95% contro il 92,5%), apprezzano didascalie e allestimento, mentre non incontrano il loro favore le audio-guide e visite guidate. Gli stranieri, invece, lamentano una carenza di apparati in altre lingue e di sedie per riposare ogni tanto. Il 60% però, a conclusione della visita, gradirebbe ulteriori approfondimenti, e il 40% di poter usufruire di strumenti tecnologici come i tablet durante lo svolgimento della visita. 
La ricerca, presentata nel corso di un convegno dal direttore generale per la Valorizzazione del Patrimonio culturale Mario Resca e dal segretario generale del Mibac Antonia Pasqua Recchia, é stata pubblicata nei Quaderni della Valorizzazione".   
Qui l'originale:

venerdì 22 giugno 2012

Turismo culturale? un destino comune



Turismo culturale: un destino comune
Convegno organizzato dalla Camera di Commercio Svizzera e dall'Istituto Svizzero, Milano 22 giugno 2012

Sono stato invitato nella veste di Presidente dell'Associazione Piccoli Musei Italiani per tenere le conclusioni di questa davvero bella iniziativa, realizzata avendo  - per così dire - come scenario futuro l'Expo di Milano.
Dopo l'introduzione di Giorgio Berner, Pres. della Cam Com, é intervenuta in modo lucido e preciso (non poteva essere diversamente) la Segretaria di Stato della Confederazione Elvetica M. Gabrielle Ineichen-Fleisch, che ha illustrato le misure prese dalla Svizzera per favorire il turismo, da lei considerato settore strategico. Dico solo che in Svizzera hanno aumentato i fondi per la promozione, allo scopo di diversificare i mercati, e soprattutto hanno aumentato i fondi per il credito agli alberghi.
Altro dato interessante: in Svizzera i turisti incidono per il 20% degli ingressi nei musei (che sono stimati complessivamente in circa 13 milioni). In generale, la Segretaria di Stato ha ammesso che anche da loro i dati non permettono di valutare adeguatamente l'apporto economico del turismo culturale. 
Ha poi aggiunto che per quanto riguarda i nuovi mercati (Bric) obiettivo della Svizzera é quello di agevolare i visti, aumentando il personale addetto e semplificando la burocrazia. Vedremo se ce la faranno.
La responsabile della Associazione dei Musei Svizzeri, Gianna A. Mina, ha sostenuto che i musei locali sono lo specchio delle comunità svizzere, e che sono visitati prevalentemente dai residenti. Dato parecchio significativo per noi, visto che in Italia questo avviene molto, molto raramente.
Non faccio il riassunto degli interventi, moderati dal giornalista del Sole 24 Ore Marco Carminati, né delle tesi che ho sostenuto concludendo i lavori, perché punto a farne oggetto di una pubblicazione specifica (daltronde se iper semplificassi le mie posizioni, piuttosto controcorrente, genererei solo equivoci, come ho già fatto qui: http://piccolimusei.blogspot.it/2012/06/turismo-culturale-una-definizione.html), mi limito a fare un paio di considerazioni:
- la prima é che per quanti interventi pubblici abbia tenuto in giro per l'Italia, non ho mai visto un rappresentante del Governo partecipare attivamente ai lavori, intervenire stando "sul pezzo", e restare fino alle conclusioni! Questo perchè in Italia il turismo non ha mai contato niente, e naturalmente la colpa non é tutta e solo dei politici, ma anche di chi rappresenta il turismo e gli operatori.
- la seconda cosa é che ho dovuto aspettare uno Stato estero per vedere invitata al podio l'Ass.ne dei Piccoli Musei e per vedere affidate - alla presenza di autorità politiche di rango - le conclusioni di un Convegno importante, ad un tecnico.
Per tutti il prossimo appuntamento é ad Amalfi il 5 e 6 novembre, per il terzo convegno nazionale dei Piccoli Musei:
http://piccolimusei.blogspot.it/2012/06/lassociazione-nazionale-piccoli-musei.html
la foto è dell'Ass.ne Librai (FB)

giovedì 21 giugno 2012

Turismo culturale: una definizione logora



Su FB ho scritto qualche riga sul tema "Turismo culturale" che ha suscitato un certo interesse, francamente inaspettato, così riprendo il tema qui, brevemente, con una considerazione in più.
Tutto è cominciato con questo post "Turismo Culturale. Anche in questo caso la domanda c'è, ma i risultati (ad es. ingressi nei musei) sono spesso modesti. Una cosa che non va è l’approccio “indifferenziato” di molti musei. Giustamente Jim Richardson ha scritto che uno dei problemi è che “definiamo pubblico i destinatari di una prestazione o un servizio, ma ‘pubblico’ non è davvero il modo migliore per descrivere il consumatore moderno di un museo. Spesso si tratta di persone che vivono una vita sempre più digitale, in cui non sono spettatori, ma partecipanti attivi”, con tutte le conseguenze che questa considerazione comporta. Ne parliamo a Milano presso il Centro Svizzero, il 22 giugno alle 12.00 (Turismo culturale un destino comune"http://piccolimusei.blogspot.it/2012/06/turismo-culturale-un-convegno-milano.html)".
Tra i commenti c'è stato chi ha scritto ma perchè invece di tanti ragionamenti vari alla ricerca del miglior pseudonimo per definire un consumatore, non lo si chiama "consumatore" appunto e si investe lo stesso tempo ad analizzarne le caratteristiche fondamentali? Ma che gliene frega a un consumatore se lo si chiama amico o ospite? Forniamogli servizi informativi, di contenuto, di fruibilità adeguati e contemporanei, il resto non conta.
Così ho puntualizzato che il problema ovviamente non è solo terminologico. il termine consumatore "postula un soggetto che si comporta nell'agire di consumo in maniera dissimile dagli altri momenti della sua esistenza". era questa la tesi di fondo di GP Fabris, che io condivido. In altre parole l'agire di consumo è solo una piccola parte della nostra personalità. Se noi vogliamo davvero capire i nostri interlocutori, non è sufficiente. Il "pubblico" dunque va considerato per quello che è: composto da singole persone, non da consumatori. 
A parte questo tema - sul quale ho scritto più volte nei miei libri di marketing, e sul quale tornerò - vorrei sottolineare che un altro aspetto sul quale riflettere a proposito di "turismo culturale", è che anche la definizione di turismo culturale è logora, e non rappresenta più il fenomeno al quale intende riferirsi. E si sa che se un fenomeno non è compreso, è poi difficile riuscire a gestirlo. Se qualcuno di voi avrà tempo e voglia di venire al Convegno di Milano, sentirà che proverò a suggerire assieme a nuove definizioni per descrivere questo fenomeno, anche qualche tesi controcorrente, soprattutto dal punto di vista di chi deve quotidianamente affrontare, accogliere e servire le persone interessate alle proposte culturali o a visitare musei e beni culturali.
Ma se non venite, ne parlerò senz'altro qui, e soprattutto al Terzo Convegno Nazionale dei Piccoli Musei che si terrà ad Amalfi il 5 e 6 novembre 2011. E ad Amalfi non potete mancare!

martedì 19 giugno 2012

Festival musées (em)portables / 2a edizione



L’Associazione Nazionale Piccoli Musei ha accolto con entusiasmo l’invito rivolto da Museumexperts, ad essere partner internazionale della manifestazione Musée (em)portables, il grande evento che ha lo scopo di avvicinare i visitatori ai musei attraverso i più usuali strumenti di comunicazione: i cellulari.
La comunicazione globale dei nostri tempi, infatti, passa attraverso mezzi tecnologici come i telefoni cellulari, gli smartphone o altro, che ci accompagnano in molti momenti della nostra vita e, perché no, anche durante una visita al museo. Possiamo affermare che i musei stanno cambiando velocemente di pari passo con l’evoluzione della società e quindi anche dei suoi progressi tecnologici. Oggi i musei stanno iniziando ad essere più aperti e sensibili verso le esigenze delle persone; il visitatore è al centro dell’attenzione e tutto è orientato al suo benessere. Come affermava il grande museologo Kenneth Hudson: «Visitando un museo, ci si deve sentire liberi, liberi di esplorarlo a proprio piacimento, liberi di scegliere le cose che si giudicano interessanti, e di ignorare tutto il resto. Non ci si deve sentire costretti a vedere tutto, o a seguire un particolare percorso che attraversa tutta l’esposizione». Questo è il concetto che, in qualche modo, è anche alla base di Musée (em)portables. E’ vero, come affermano, gli organizzatori, che la sicurezza impone le sue regole e spesso non è concesso filmare o fare fotografie nei musei, ma si possono rompere schemi troppo rigidi a vantaggio della libertà e di una maggiore soddisfazione dei visitatori, tenendo conto di poche, semplici regole.
La proposta lanciata da Museumexperts, dunque, è invitare i visitatori dei musei a realizzare un filmato della durata di non più di tre minuti con il proprio cellulare, in un museo a loro scelta. Attraverso questo filmato i partecipanti potranno esprimere il loro “modo” di vedere il museo. Nella scorsa edizione, che si è svolta dal 24 al 26 gennaio 2012, quasi tutti i filmati sono stati realizzati da giovani, soprattutto studenti, e le università di Poitiers e La Rochelle si sono particolarmente distinte. La giuria ha assegnato quattro premi alle opere che hanno mostrato la maggiore originalità. Questi quattro film e tutti quelli preselezionati possono essere visionati collegandosi a questa pagina http://www.simesitem.fr/musees_em_portables/video/. La giuria ha apprezzato l'originalità, l’entusiasmo, il talento dei vincitori; due di loro hanno anche creato la colonna sonora del loro filmato, ma naturalmente non si pretende questo da tutti!
La seconda edizione è attualmente in fase di lancio dallo scorso maggio 2012 e tutti i filmati selezionati saranno presentati in occasione del prossimo SIMESITEM (Salone dei Musei e dei Luoghi di cultura), il 29-31 gennaio 2013, al Carrousel du Louvre. La nuova giuria sarà molto prestigiosa come quella della scorsa edizione e vedrà anche qualche riconferma.
Invitiamo anche i musei italiani ad aderire a questa bella manifestazione e a pubblicizzarla il più possibile. Sul sito web ufficiale di Museumexperts si possono trovare informazioni anche in lingua italiana.
Forniamo qui qualche indicazione di base tratta dal Regolamento che può essere visionato alla pagina http://www.simesitem.fr/musees_em_portables/reglement/:
I filmati possono essere realizzati con il cellulare ma è consentito anche l’uso di una macchina fotografica o di una telecamera compatta. Il soggetto dovranno essere soltanto i musei, ovvero collezioni, mostre, attività culturali o “i dietro le quinte”, cioè tutto ciò che è inerente il funzionamento dei musei nelle varie forme. Come già detto, la durata massima dei filmati è di tre minuti.
La partecipazione è libera e gratuita. Tutti possono inviare un loro filmato e i partecipanti avranno i diritti di utilizzo esclusivi del loro filmato. E’ possibile iscriversi al concorso tramite il modulo disponibile nel sito web: http://www.simesitem.fr. I filmati devono essere inviati in formato CD o DVD per posta all’indirizzo che sarà indicato sul sito web.
Tutti i film selezionati dalla giuria saranno proiettati in continuazione, senza alcun costo per gli spettatori, durante la fiera SimeSitem 2013 al Carrousel du Louvre. Essi saranno poi pubblicati per la visualizzazione sul sito web. La giuria assegnerà premi in denaro ai primi tre.
Vi daremo presto notizia dell’inizio ufficiale del concorso e ulteriori dettagli.
Ci auguriamo che anche i visitatori italiani partecipino numerosi grazie alla disponibilità e alla cortesia dei musei che vorranno promuovere questa manifestazione. Grazie a tutti in anticipo!


lunedì 18 giugno 2012

Turismo Culturale: un convegno a Milano


CONVEGNO   “TURISMO  CULTURALE: UN  DESTINO  COMUNE”
Centro Svizzero,  Sala Meili , 22 giugno 2012
Organizzazione
Camera di Commercio Svizzera in Italia
con la collaborazione di
Svizzera Turismo
Istituto Svizzero di Roma

Programma
12.00     Saluto                  
Giorgio Berner, presidente Camera di Commercio Svizzera in Italia
12.10     Relazione introduttiva
                Marie-Gabrielle Ineichen, Segretaria di Stato del Dipartimento Federale dell’Economia
12.40     Tavola Rotonda
                Moderatore
               
Marco Carminati, giornalista de Il Sole 24 Ore
                Partecipanti
               
Fiorenzo Galli, Direttore Generale Museo della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci, Milano
                Pietro Leemann, cuoco nutrizionista, titolare del ristorante Joia di Milano
                Gianna Mina, Presidente Associazione Svizzera dei Musei, Direttrice Museo Vincenzo Vela
                Jan Schultsz, Sovrintendente e Direttore Artistico di EngadinFestival
                Marco Solari, Vicepresidente Svizzera Turismo; Presidente Festival del Cinema di Locarno
14.00     Conclusioni
                Giancarlo Dall’Ara, Presidente Associazione Piccoli Musei Italiani, docente di Marketing del Turismo

14.15     Buffet  Lunch

venerdì 8 giugno 2012

L'Associazione Nazionale Piccoli Musei si presenta



Cari colleghi e cari amici,
con questa prima lettera informativa desideriamo rendere nota la nascita dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei (APM). Con l’approvazione e la registrazione dello Statuto, avvenuta lo scorso 11 gennaio 2012, si è conclusa la fase costitutiva avviata con il primo Convegno nazionale di Castenaso nel 2010.
L’APM si propone di promuovere e valorizzare le piccole realtà museali attraverso la ricerca di metodi gestionali adeguati alla piccola dimensione. Desideriamo diffondere la consapevolezza, tra i professionisti museali e tra i visitatori dei musei, che i piccoli musei non sono delle “copie ridotte” di quelli più grandi, ma che hanno potenzialità e caratteristiche specifiche che hanno bisogno di essere sviluppate, soprattutto nell’ambito di una logica dell’accoglienza.
A tal fine l’APM organizzerà incontri e tavoli di lavoro che siano di stimolo per un dibattito, ad una maggiore attenzione a questi temi, e alla creazione di normative appropriate alle peculiarità dei piccoli musei. L’Associazione è aperta a tutti: professionisti museali, studiosi, responsabili degli assessorati alla cultura e al turismo degli enti locali e a tutti coloro che sono interessati alle questioni da noi trattate. L’Associazione non persegue fini di lucro e la quota di iscrizione è di € 50. Le modalità di iscrizione sono descritte nel sito ufficiale dell’APM, www.piccolimusei.com.

Ecco le iniziative e i progetti che abbiamo in corso:

  1. 1.      L’APM nei social network

L’APM è presente su Facebook, dove stiamo cercando di dare vita a una comunità il più possibile attiva e interessata ai problemi dei piccoli musei, su Twitter (https://twitter.com/#!/PiccoliMusei), in cui facciamo conoscere i tanti piccoli musei del nostro territorio nazionale con la rubrica giornaliera “Un museo al giorno”, e su Linkedin. Il nostro proponimento per il futuro è  accrescere sempre di più la presenza attiva dell’APM in rete.

  1. 2.      Terzo Convegno Nazionale dei Piccoli Musei

Il nostro impegno è in gran parte rivolto all’organizzazione del 3° Convegno Nazionale dei Piccoli Musei, in programma il 5 e 6 novembre 2012 ad Amalfi (SA).
Un programma provvisorio è già disponibile:
Musei accoglienti: una nuova cultura gestionale per i piccoli musei

5 novembre 2012
ore 15.00 Saluti
Alfonso Del Pizzo, Sindaco del Comune di Amalfi
Giorgio Tonelli, Assessore alla Cultura del Comune di Castenaso
Daniele Milano, Assessore alla Cultura del Comune di Amalfi
(…)
Introduce e coordina Gennaro Pisacane, Comune di Amalfi

ore 16.00 Prima Sessione: Piccoli Musei e Turismo

Piccoli Musei “luoghi non comuni,” Giancarlo Dall’Ara – Presidente APM  e docente di Marketing del turismo presso CST Assisi
Stefan Marchioro, Direttore Turismo Padova Terme Euganee
(….) 

6 novembre 2012
ore 9.30 Seconda Sessione: Esperienze e le Buone Prassi

1.GESTIONE

"Una buona prassi nella gestione di un piccolo museo”, Giorgio Gallavotti, Museo del Bottone di Santarcangelo “La didattica museale in un piccolo museo”, Rita Rimondini MUV Castenaso

2.WEB

"Il digitale per i piccoli musei" Davide Gasperi e Giampaolo Proni, Università di Rimini
3.FONTI DI FINANZIAMENTO PER PICCOLI MUSEI


ore 11.30 Terza Sessione: i musei fuori dai musei: le Proposte  
prof.ssa Valeria Minucciani
(…)
4.Casi
1.L’esperienza del “Museo della Bussola e del Ducato Marinaro di Amalfi”,
(…)

CONCLUSIONI

Ore 13.30 Buffet

A fianco della sala del Convegno saranno allestiti i tavoli dei musei aderenti all’APM.

Oltre che sul blog dell’Associazione (http://piccolimusei.blogspot.it/) sarà possibile seguire gli aggiornamenti del programma sulla pagina eventi di Facebook:
https://www.facebook.com/events/342301072489603/.


  1. 3.      Collaborazioni internazionali: Musée (em)portable

L’Associazione Nazionale Piccoli Musei è partner internazionale di Musée (em)portables, un grande concorso ideato da Museum Experts. L’invito ci è stato inoltrato dall’amministratore delegato di SimeSitem, salone internazionale dedicato ai luoghi della cultura e del turismo, Jean François Grunfeld. La comunicazione ufficiale avverrà a settembre.
Musée (em)portables è un concorso aperto a tutti i visitatori dei musei che realizzeranno dei filmati con il proprio cellulare. I filmati migliori saranno selezionati da una giuria di autorevoli esperti, come avvenuto nella prima edizione. Le informazioni su Musée (em)portables sono visionabili sul sito francese http://www.simesitem.fr/.

  1. 4.      Studi e ricerche

L’APM intende promuovere studi specifici nel settore museologico, riferiti soprattutto alle realtà museali locali.
A tal fine è stato attivato un Settore Studi e Ricerche. Il primo progetto di studio riguarderà la presenza dei musei italiani nei social network.
Lo studio parte da una ricerca statistica condotta da Jim Richardson (@sumojim) su Google Docs, da cui Sean Redmond (Litot-es) ha tratto un elenco di musei di tutto il mondo che utilizzano tre importanti social network, Facebook, Twitter e Klout. Ne risulta che tra i primi dodici musei più attivi in rete non ci sono musei italiani. Bisogna arrivare all'85° posto per trovare Musei in Comune di Roma. L’APM, pertanto, svolgerà una ricerca a livello nazionale che si svolgerà attraverso queste fasi:

  • individuazione dei musei italiani che non utilizzano i social network
  • invio ad un campione dei musei individuati di un questionario appositamente realizzato
  • analisi dei dati raccolti
  • pubblicazione in rete dei risultati

La ricerca ha lo scopo non solo di raccogliere dei dati che spieghino il minor uso dei social network rispetto ad altri Paesi, ma anche quello di promuovere la presenza dei musei italiani in rete, soprattutto dei piccoli musei o dei musei locali in genere.

Uno sguardo al futuro

Fin qui abbiamo presentato i progetti in corso che ci terranno impegnati fino all’inizio del 2013, ma l’APM vuole crescere ancora e sarà aperta anche alle proposte che ci giungeranno da parte dei direttori dei piccoli musei, dei professionisti museali, degli studiosi e degli esperti che vorranno aiutarci a migliorare per essere sempre più concretamente un’associazione al fianco delle piccole realtà museali. Contiamo sull’apporto di tutti e vi diamo appuntamento ad Amalfi, il prossimo novembre.

                                                                                                             Prof. Giancarlo Dall’Ara
                                                                                      Presidente dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei

sabato 2 giugno 2012

Musei caldi e musei freddi



Riprendo di seguito alcune righe dal manuale di museologia per musei aziendali di Kenneth Hudson, pubblicato integralmente sulla pagina FB dell’Ass.ne Nazionale Piccoli Musei:
 “Personalmente suddivido i musei in due gruppi: quelli che psicologicamente comunicano calore, e quelli freddi. Vi spiego che cosa intendo: il museo caldo è quello che offre un’atmosfera accogliente, e fa tutto il possibile perché il visitatore si senta a proprio agio. Il museo freddo si concentra esclusivamente sugli oggetti, e vede il visitatore come qualcosa di accidentale, a volte perfino fastidioso".

- "visitando un museo, ci si deve sentire liberi, liberi di esplorarlo a proprio piacimento, liberi di scegliere le cose che si giudicano interessanti, e di ignorare tutto il resto. Non ci si deve sentire costretti a vedere tutto, o a seguire un particolare percorso che attraversa tutta l’esposizione",
- "ci deve essere qualcuno con cui parlare, una persona amica cui si possano rivolgere delle domande e che risponda senza presunzione, senza farci sentire dei seccatori o degli ignoranti. All’Alimentiarium, il museo Nestlè della nutrizione umana, a Vevey, in Svizzera, c’è proprio una persona di questo tipo, che si aggira continuamente tra i visitatori, pronta ad aiutarli e desiderosa di farlo. Indossa un distintivo con la scritta “informazione ambulante", ed è una persona allegra e sorridente che sembra un po’ lo zio di tutti quanti",
- "I grandi musei sono essenzialmente luoghi disumani, dove si viene facilmente sopraffatti dalle pure e semplici dimensioni dell’impresa, e dalla quantità di organizzazione e burocrazia implicite nella sua conduzione. L’arte di gestire un grande museo consiste nel farlo apparire come un complesso di musei piccoli, un gruppo di case piuttosto che un palazzo. Questa sensazione di tanti e di intimità è quella che indico come quinta caratteristica del museo “amico del pubblico”. A volte si deve lavorare e lottare per ottenerla, mentre di tanto in tanto viene praticamente imposta dalle caratteristiche dell’edificio".
(Grazie a Caterina Pisu)