mercoledì 29 febbraio 2012

Più attenzione a come comunichiamo le opere esposte


Avete letto la ricerca del centro studi Civita “Musei archeologici nazionali belli e impossibili”? E’ di un paio di anni fa. I visitatori – leggo nella sintesi pubblicata dal quotidiano Il Sole 24 Ore dell’1 febbraio 2010 - davano un giudizio positivo sia sulle opere e sugli allestimenti che sui servizi aggiuntivi e i bookshop. Negativo invece il parere per quanto attiene alle modalità di comunicazione delle opere: i pannelli non sono ritenuti di grande aiuto e il visitatore si sente perduto. Da qui il titolo dell’articolo de Il Sole: Per i visitatori musei archeologici avari di consigli. “La proposta potrebbe essere quella di pannelli con diversi livelli di approfondimento: i principali con informazioni stringate e tempi di lettura tra i 20 e i 30 secondi, e altri con notizie più dettagliate”, aggiungeva l’intervistato di turno. Naturalmente il problema non si risolve sono con i pannelli, occorre fare di più!
Da quel lavoro emergeva anche il profilo medio dei visitatori di questo tipo di musei: età tra i 25 e i 34 anni, prevalentemente di sesso femminile (56%), elevato livello d’istruzione e professione da dirigente o impiegato, con frequenza di visita pari a 3/ 4 siti ogni anno, e un buon livello di preparazione prima della visita attraverso la consultazione di cataloghi, siti o libri.

domenica 26 febbraio 2012

Piccoli Musei & Tesi di Laurea

Come forse sapete stiamo raccogliendo le tesi scritte sul tema dei piccoli musei. L'idea di Caterina Pisu è stata lanciata dalla pagina FB dell'associazione Nazionale dei Piccoli Musei con queste parole "il sito web dell'Associazione dei Piccoli Musei www.piccolimusei.com ha in preparazione una sezione dedicata alle tesi universitarie di laurea (triennale e magistrale) di specializzazione, di dottorato, e di master. Se hai scritto una tesi sui temi relativi ai piccoli musei, ai musei degli Enti locali, o più nello specifico, sul museo come espressione culturale del territorio sul museo come leva di sviluppo economico e di crescita di un territorio, o di altri argomenti che riguardano questi aspetti della museologia o della "museconomia", soprattutto in relazione ai piccoli musei, ora puoi inviarcela. E' possibile inoltrare anche una parte di tesi, una sintesi. Costruiremo così uno spazio dove saranno raccolte e condivise trattazioni scientifiche e ricerche sperimentali su questi temi, preferibilmente inedite, e dove gli autori avranno occasione di far conoscere il proprio lavoro".
Siccome arrivano già le prime richieste, ecco altri dettagli: chi fosse interessato è pregato di inviarci la copertina della tesi, l'indice e l'abstract. La dottoressa Pisu esaminerà l'elaborato e nel caso si procederà alla pubblicazione nel sito web.
Di alcuni lavori potrebbe essere poi data comunicazione in occasione del Terzo Convegno Nazionale dei Piccoli Musei di Amalfi (5 e 6 novembre 2012), dove tutti siete invitati fin da ora!

venerdì 24 febbraio 2012

Ascesa e declino del gigantismo culturale

Se siete venuti a leggere un Blog che ha come titolo "Piccoli musei", immagino che anche a voi, ogni tanto, sia venuta l'idea che c'è qualcosa che non va nel sistema dei finanziamenti per i "nuovi" grandi interventi nel campo dei Beni Culturali e in generale negli interventi sui musei di grande dimensione. Certo alcuni di quegli interventi hanno dato prova di funzionare bene, ma forse la maggior parte fin dall'inizio sembrava destinata a generare costi enormi, a fronte di un numero di visitatori modesto. Vi sarete chiesti anche voi: "Ma non sarebbe meglio puntare, sui piccoli musei, o sulle collezioni ..... già esistenti, e farne una rete formidabile, per molti versi unica al mondo?".
Se è così abbiamo, io e voi, altri due interessanti argomenti a favore.
Il primo è relativo alla situazione dei Musei di Genova di alcuni dei quali, si legge, che dopo i grandi interventi sulla città Capitale della Cultura "stiano precipitando nel baratro dell'insuccesso". Mi limito a riportare quello che ho letto sui quotidiani, anche se in cuor mio spero non sia vero.
La seconda riguarda i vicini francesi. In Francia la Corte dei Conti ha analizzato i 35 progetti culturali più importanti degli ultimi 5 anni, ed è giunta alla conclusione di dover mettere in guardia contro una politica di grandi progetti che comporta rischi sulla sostenibilità economica, e più precisamente mette in guardia contro il rischio di "dérapage budgetaire" dei grandi cantieri culturali.
(le notizie integrali alle quali faccio riferimento sono state scovate da Caterina Pisu che le ha pubblicate nella sua pagina FB)



mercoledì 22 febbraio 2012

Piccoli Musei, non sono come i Grandi. “Un ritardo culturale foriero di molti equivoci”


Bellissima relazione di Massimo Montella, rilanciata nella pagina FB dell’Ass.ne Piccoli Musei da Caterina Pisu. La relazione è del 2007 ma è attualissima. Eccone alcuni stralci:
“Nell'insieme questi piccoli e medi complessi formano un valore in sé di assoluto rilievo e, se opportunamente gestiti, se impiegati come capisaldi territoriali per un'ordinaria opera di conservazione preventiva e di valorizzazione sociale di massa del patrimonio diffuso sul territorio, servirebbero non poco specialmente per lo sviluppo delle aree marginali e, dunque, per il riequilibrio economico della penisola.
La Corte dei Conti ha ora rilevato che la loro situazione è migliorata negli ultimi decenni, ma a macchia di leopardo. Anzi, a fronte del complessivo progresso, sono anche aumentati i casi di grave insufficienza. In conclusione continua a trattarsi in buona parte di semplici raccolte, solitamente inaccessibili al pubblico, tenute al di sotto dei livelli minimi di sussistenza e, dunque, finanche a forte rischio di perdita. (…)
Questo stallo è per ragioni ovvie: molti pretesi musei sono invece chiusi al pubblico; quelli accessibili offrono pochi e insoddisfacenti servizi per difetto di strategie, di capacità gestionali, di risorse materiali e immateriali.
Al fondo c'é un ritardo culturale foriero di molti equivoci, fra cui tre in particolare. In primo luogo la presunta contraddizione fra valorizzazione e tutela, al punto di non accorgersi nemmeno che in democrazia, se la maggioranza o almeno una quota significativa dei cittadini non percepisce il valore del patrimonio, mancano i presupposti fondamentali per assicurarne la tutela. Quindi l'ulteriore e non meno infondata contrapposizione fra economia e cultura, che induce a trattare i consumi culturali come "beni posizionali", ovvero per pochi che ne usano come status symbol. Infine la disattenzione per il fatto che i musei italiani, essendo normalmente costituiti con oggetti di provenienza locale, abbisognano di strategie e di modalità di organizzazione e di gestione affatto diverse da quelle dei grandi stabilimenti.

domenica 19 febbraio 2012

Tesi sui Piccoli Musei

Il sito web dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei (www.piccolimusei.com) ha in preparazione una sezione dedicata alle tesi universitarie, di laurea (triennale e magistrale) di specializzazione, di dottorato e di master. Se hai scritto una tesi su temi relativi ai piccoli musei, ai musei degli enti locali o, più nello specifico, sul museo come espressione culturale del territorio, sul museo come leva di sviluppo economico e di crescita di un territorio, o altri argomenti che riguardino questi aspetti della museologia o della “museconomia”, soprattutto in relazione ai piccoli musei, ora puoi inviarcela. E’ possibile inoltrare anche una sintesi della tesi o una parte di essa. Costruiremo così uno spazio dove saranno raccolte e condivise trattazioni scientifiche e ricerche sperimentali su questi temi, preferibilmente inedite, e dove gli autori avranno l’occasione di far conoscere il proprio lavoro. Coloro che fossero interessati possono contattarci.

giovedì 16 febbraio 2012

Elogio del Piccolo Museo


Riporto qualche brano dell'Elogio del Piccolo Museo di Ron Chew, direttore esecutivo del Wing Luke Asian Museum di Seattle, che Caterina Pisu ha pubblicato in versione integrale nella pagina Facebook dell'Ass.ne Nazionale Picccoli Musei.
Amo i piccoli musei. (…) Perché andare lontano sopportando nervosismo e procedure di sicurezza molto rigide durante i viaggi, quando ci sono interessanti musei ancora inesplorati, adatti per una gita in famiglia? Nel piccolo museo non c'è un eccesso di aspettative come avviene in un grande museo, non ci sono pretese. Le mostre dei piccoli musei esplorano temi locali, magari il lavoro di artisti locali che può essere piccolo e un po 'stravagante, ma che rispecchia il nostro piccolo mondo chiuso, vicino a casa. Queste mostre hanno un loro significato e un loro interesse, anche senza la spinta del branding e del marketing che caratterizza, invece, le grandi istituzioni culturali. Negli ultimi anni, anche molte istituzioni museali più grandi, cercando di analizzare la loro effettiva rilevanza in un mondo in rapida evoluzione, hanno cominciato a guardare ai piccoli musei come esempio di come si possano ascoltare le esigenze della comunità e ci si possa impegnare in questo che deve essere la principale missione dell'istituzione. Sarebbe, questa, un'ottima aspirazione anche per i grandi musei. Per anni i piccoli musei sono stati ingiustamente criticati per la mancanza di professionalità e sono stati ignorati. "La gestione di un piccolo museo ha un funzionamento diverso ripetto a un grande museo", dice Steve Olsen, assistente alla direzione presso il Museum of Church History and Art a Salt Lake City. "Ci sono approcci qualitativamente diversi. Ci sono anche notevoli innovazioni provenienti dai musei di piccole dimensioni cui i grandi musei farebbero bene a prestare attenzione." (…) "Se non aiutiamo i piccoli musei, rischiamo di perdere letteralmente il tessuto connettivo del nostro patrimonio culturale". (…)

martedì 14 febbraio 2012

i Servizi gratuiti dell'Associazione ai Piccoli Musei

Uno dei motivi per i quali abbiamo dato vita alla Associazione dei Piccoli Musei é che insieme, se si sposa una logica di rete, si possano fare cose che da soli si fatica a fare. Vediamone qualche servizio già operativo, frutto di questa logica
: - UNPLI organizza a fine giugno un evento sulle identità locali a Roma, e chiede all'Associazione di selezionare dei musei rappresentativi delle identità locali. L'Associazione sta cercando sia i Musei (una decina si sono già candidati) che la copertura finanziaria per i musei partecipanti,
- Historia Snc parteciperà alla Prima Fiera del turismo storico che si terrà a Ferrara a novembre, nell'occasione metterà a disposizione gratuitamente un tavolo per i materiali dei musei che aderiscono all'Associazione Nazionale
- sempre a novembre, ad Amalfi, si terrà il terzo Convegno Nazionale dei Piccoli Musei, contiamo di offrire ai musei aderenti che vorranno partecipare, degli spazi promozionali gratuiti,
- abbiamo stretto un accordo con il portale della comunità di lingua inglese, Yellow Pages, che offre gratis uno spazio a tutti i piccoli musei che sono in grado di fornire un breve testo in inglese corredato da foto,
- anche il sito web dell'Associazione offrirà presto uno spazio ai piccoli musei aderenti, esattamente come stiamo facendo sulla pagina Facebook coordinata da Caterina Pisu,
- faremo anche convenzioni con fornitori ed eventi pubblici. E, naturalmente siamo solo all'inizio.
Più saremo, più cose riusciremo a fare!

domenica 12 febbraio 2012

Al museo si andava per soffrire


In un testo di K. Pomian, dedicato alla storia del collezionismo, sono state raccolte le impressione dei viaggiatori del ‘700 e dell’800. Risulta che le raccolte, all'epoca, potevano essere ammirate solo a fatica, tramite accordi da prendere di volta in volta con i responsabili o i custodi. L’accesso era dunque molto molto complicato. Inoltre nei musei era proibito disegnare e scrivere. Soprattutto i musei italiani erano descritti come accumuli di dipinti l’uno sull’altro “mescolati senz’ordine, senza gusto, senza cornice, e senza intervallo, il che stordisce più che soddisfare la vista” (Il Sole 24 Ore, 25 aprile 2005).
Al museo si andava per soffrire. Si andava?

venerdì 10 febbraio 2012

Musei locali del futuro


Ecco qualche stralcio delle interessantissime riflessioni di Hugues de Varine, già Presidente ICOM.
Da dieci anni a questa parte stiamo assistendo, per quanto riguarda i musei locali, a un triplice fenomeno:
- l'invecchiamento delle istituzioni e, spesso, dei loro fondatori;
- la rarefazione del volontariato e i crescenti costi di mantenimento;
- il graduale disimpegno, per quanto riguarda il capitolo dei finanziamenti, da parte delle amministrazioni pubbliche.
Di conseguenza, nella maggior parte dei Paesi europei, vi sono musei che saranno costretti a chiudere o che prevedono di ridurre drasticamente le loro attività. E questo mentre prosegue la creazione di nuovi musei, di centri interpretativi, di eco-musei e di centri d'arte. Ci si potrebbe chiedere se si ha a che fare con una specie di “bolla” in procinto di esplodere, in analogia con le bolle delle nuove tecnologie o del mercato immobiliare – soltanto, le conseguenze sullo sviluppo economico e sociale sono meno spettacolari!
Il turismo stesso, che troppo spesso giustifica le politiche pubbliche del patrimonio, privilegia i grandi musei e i monumenti e i siti più rilevanti, o gli eventi più mediatici (come le grandi mostre e i festival), a discapito delle istituzioni comunitarie, aventi più che altro il ruolo di istituzioni di prossimità. Fino ad ora ogni museo si è difeso da solo. Purtroppo, tutto questo non basta più.

(rimandiamo al testo integrale proposto da Caterina Pisu http://www.facebook.com/pages/Associazione-Nazionale-Piccoli-Musei-APM/353933627964466 )

mercoledì 8 febbraio 2012

Una nuova (brutta) generazione di nomi dei Musei italiani

MUdiPa no! No, per favore non chiamate così i musei, non fatevi male da soli! Ma non c'era un altro modo di chiamare il Museo Diocesano di Palermo? E non mi si dica che il nome è stato scelto apposta per essere criticato, e così diventare famoso, perchè allora basta scegliere un nome scurrile, e il "successo" si fa per dire, è garantito.
Il mio punto di vista sui nomi dei musei è semplice: tutti i nomi smaccatamente "orientati al prodotto", come direbbe il marketing, quelli che vengono scelti anche quando sono poco evocativi e anche quando sono tremendi (ad esempio "il museo del mulo", "il museo della segale", "dell'arenaria"...), e allo stesso modo, tutti i nomi americaneggianti (tipo "MOMA"), vengono adottati perchè manca un vero progetto di comunicazione del museo. Così in assenza di una strategia chiara, se ne copia un'altra.
E anche questo attiene al tema chiave di questo Blog: nel nostro Paese non c'è un teoria gestionale made in Italy dei musei. Abbiamo bisogno di costruirne una tutti assieme. Penso in particolare ad una cultura gestionale e di marketing adatta ai Piccoli Musei del nostro Paese (perchè è dei piccoli che ci occupiamo). In assenza di una cultura specifica ci troveremo davanti nomi di musei che invece di comunicare progetti e contenuti, imitano quelli delle discoteche o dei fast food, oppure sono così brutti che respingono i visitatori. I maghi del marketing degli anni '80 dicevano "nomi sbagliati buttano i prodotti fuori dal mercato".

martedì 7 febbraio 2012

Perchè aderire all'Associazione Nazionale dei Piccoli Musei?

Perchè dovresti aderire all'Ass.ne Nazionale dei Piccoli Musei?
Perchè i tuoi problemi sono i nostri problemi, e i tuoi obiettivi e le tue speranze sono proprio come le nostre.
Per promuovere intese e facilitare gli scambi di esperienze e materiali.
Perchè in Italia c'è bisogno di una nuova cultura gestionale delle piccole realtà, una cultura diversa da quella che va per la maggiore, più aderente al nostro specifico.
Perchè per fare riconoscere il ruolo e l'importanza di un Piccolo Museo in una Comunità locale è meglio potersi confrontare, con chi ci sta riuscendo.
Perchè le difficoltà si possono superare assieme.
Perchè le norme non adeguate ai Piccoli Musei, non le cambi protestando da solo.
Per non dire dei finanziamenti o dei percorsi fomativi e del resto.
Perchè anche la promozione funziona di più se, almeno in piccola parte si fa assieme.
Perchè l'Associazione può darci dei servizi e un pò più di visibilità.
Perchè da soli non abbiamo voce.

domenica 5 febbraio 2012

Se un Museo non è su Facebook non significa che i suoi visitatori non ci siano

Su "Museum Newspaper" Caterina Pisu ha pubblicato la lettera aperta di Jim Richardson sul tema Social Media nei Musei
Ecco qualche brano e l'indirizzo per leggere la versione originale:
1.      Solo perché non sei su Facebook non significa che i tuoi visitatori non ci siano,
2.      I Social Media non dovrebbero essere solo visti come uno strumento di marketing. Questi siti hanno il potenziale per aiutare i musei in diversi modi, compresa la ricerca, raccolta fondi, co-creazione di contenuti ed educazione,
3.      I siti di Social media come Facebook e Twitter creano comunità intorno a marchi, interessi e luoghi. Questa può essere una piattaforma molto potente attraverso la quale il museo coinvolge la sua comunità,
4.      I social media offrono anche alla più piccola istituzione l’opportunità di lavorare con altri operatori del settore per aumentare la visibilità dei musei e promuovere ciò che offriamo,
5.      I social media consentono di portare il pubblico dietro le quinte,
6.      innumerevoli musei e gallerie d’arte stanno facendo uso dei Social Network; chiedi ai tuoi colleghi come i social media stanno cambiando il modo in cui lavorano
7.      Basta provare i social media, non ci vuole molto per farlo, e molto probabilmente troverai che la vibrante comunità di nicchia presente su questi siti ti sarà di ispirazione.

http://museumsnewspaper.blogspot.com/2012/02/una-lettera-aperta-al-direttore-del.html

giovedì 2 febbraio 2012

Nasce l'Associazione dei Piccoli Musei




Come sapete, raccogliendo le richieste pervenute dai Musei fin dal primo Convegno nazionale di Castenaso del 2010, abbiamo deciso di dare vita all’Associazione nazionale dei Piccoli Musei, una Associazione che non persegue fini di lucro, e che ha l’obiettivo di promuovere una cultura gestionale specifica per i piccoli musei, ora piuttosto trascurati sia dalle normative che nei percorsi formativi e nelle risorse. L’Associazione è aperta sia alle Istituzioni che ai singoli operatori interessati (lo statuto è pubblicato già da qualche settimana nel sito web www.piccolimusei.com). Dal punto di vista operativo è prevista la prima Assemblea che si terrà a breve ad Amalfi e che eleggerà le cariche e delineerà le prime azioni concrete. Siete interessati a partecipare? Per partecipare occorre aver fatto domanda di adesione (trovate il modulo nel sito web). Infine ricordo che pubblicheremo un volume sul tema Piccoli Musei, che sarà distribuito gratuitamente ai soci e ai partecipanti alle varie iniziative dell'Associazione.