domenica 23 luglio 2017

I piccoli musei a Bella Davvero, su Rai due!



Una nuova attenzione ai piccoli Musei che ci riempie di orgoglio! La trasmissione radiofonica “Bella Davvero” (Radio Rai due) ha deciso di presentare quattro piccoli musei la settimana. Lo spunto per questa decisione è stata la “Giornata Nazionale dei Piccoli Musei” che ha mostrato il grande patrimonio rappresentato dai piccoli musei. La prima puntata di "Bella Davvero" su Radio Rai due, ha visto il piccolo museo della Bora di Trieste vincere una simpatica sfida. Il 22 luglio c’è stata la terza puntata, nella quale la "sfida" era tra il Museo dei Bottoni di Santarcangelo, “contro” il Museo dell'Ovo Pinto di Civitella del Lago. Tutti piccoli musei dell'Associazione Nazionale dei piccoli musei (APM). Il 23 luglio è stato il turno del nostro piccolo museo di Montelupo fiorentino che è risultato vincitore. Ma la vera vittoria è nel fatto che ora i piccoli musei hanno lo spazio per raccontare quello che sono davvero!
Ai curatori della trasmissione abbiamo messo a disposizione il data base APM.
Se siete interessati scriveteci! apmusei@gmail.com

mercoledì 19 luglio 2017

APM programmi in corso




La prima giornata nazionale dei piccoli musei non è stata solo un evento mediatico, ma ha rappresentato per noi una conferma dell’importanza dei piccoli musei, e anche una conferma della loro capacità creativa, della voglia di fare rete e della determinazione ad essere riconosciuti come musei diversi dagli altri. Diversi nella gestione, nelle relazioni con il territorio, e nella progettualità.

Il successo della Giornata Nazionale dei Piccoli Musei ha posto l'Associazione Nazionale dei Piccoli Musei di fronte a nuove responsabilità: quelle di continuare a valorizzare i piccoli musei e il loro ruolo, e quelle di dare voce ad un mondo in gran parte sottovalutato, anche dalle Istituzioni. L'APM in queste settimane sta lavorando su vari progetti. Stiamo collaborando con la trasmissione  radiofonica "Bella Davvero" che ogni settimana presenta quattro piccoli musei.
Il gruppo di lavoro che segue la formazione si è incontrato a Bologna un paio di settimane fa, per un progetto che vorremmo avviare dopo l'estate. Stiamo poi lavorando per un convegno sul tema dei Piccoli Musei che si terrà il 6 ottobre (presto pubblicheremo tema e luogo). Abbiamo anche in programma un tavolo di lavoro regionale in Toscana, e vedremo se sarà possibile organizzarne altri in altre regioni. 
Nel 2018 terremo il nostro IX Convegno Nazionale, e naturalmente la 2a Giornata Nazionale dei piccoli musei..., e non è tutto!
apmusei@gmail.com

mercoledì 12 luglio 2017

E' imperativo che i musei divengano più piccoli



“E’ imperativo che i musei divengano più piccoli, più orientati all'individuo e più economici.
Le risorse incanalate per i grandi musei monumentali e simbolici dovrebbero essere ridirette ai piccoli musei che raccontano le storie degli individui. Queste risorse dovrebbero essere utilizzate anche per supportare e incoraggiare le persone a trasformare le loro piccole case e le loro piccole storie in luoghi del racconto”
Orhan Pamuk, Premio Nobel per la Letteratura 2006
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/07/04/il-mio-decalogo-di-un-museo-che-racconti-storie-quotidiane32.html


mercoledì 28 giugno 2017

Piccoli fino in fondo



Ripubblico un post di diversi anni fa. Lo faccio dopo una telefonata con Caterina Pisu, che è stata coordinatrice dell'Associazione dei Piccoli Musei per diversi anni, nella quale abbiamo brevemente ripercorso l'origine della Giornata Nazionale dei Piccoli Musei, una idea che data al 1° Convegno Nazionale dei Piccoli Musei tenuto al MUV di Castenaso (Bologna) nel 2010.

Caterina Pisu ne aveva parlato, qualche tempo dopo, su ArcheoNews, e, a mia volta io l'avevo conosciuta proprio grazie alla lettura di quella sua bella recensione, che mantiene tutta la sua attualità. Ecco il post con il quale, a mia volta, segnalavo il suo intervento.

Leggendo l'ultimo numero di ArcheoNews, ho trovato un articolo di Caterina Pisu dal titolo "Piccoli e accoglienti, ecco la strategia vincente dei mini musei": riferisce del convegno di maggio 2010, tenutosi al Museo della Civiltà Villanoviana: "I musei accoglienti: una nuova cultura gestionale per i piccoli musei". L'evento non è recentissimo ma lo è l'argomento, sempre vivo e attuale.
Parlare di modelli gestionali per i musei mi ricorda - è Caterina Pisu che scrive - il VI convegno ICOM a cui ho partecipato lo scorso novembre: anche in quell'occasione si è parlato di buona gestione, soprattutto in tempi di crisi, nel tentativo di pensare un modello gestionale vincente.
Ma in quell'incontro è mancato qualcosa. Sentivo che le strategie proposte non andavano bene fino in fondo. Ecco cosa mi mancava! La fondamentale distinzione tra grandi e piccoli musei, che a Milano non è stata tenuta nella dovuta considerazione, mentre era il tema centrale del convegno del MUV. Leggendo i resoconti di quell'evento, mi dispiace tantissimo non essere riuscita a parteciparvi.
Lo slogan del convegno può essere riassunto in "Piccoli fino in fondo", come sottolineato da Giancarlo Dall'Ara. Non dobbiamo dimenticarci che i piccoli musei sono la vera grande ricchezza museale dell'Italia, che in nessun altro Paese troviamo una capillarità di istituti della cultura che eguagli la nostra rete di musei civici e musei privati.

I piccoli musei hanno grandi problemi gestionali, i soliti problemi di risorse che non mancano neppure ai più conosciuti cugini maggiori, ma presentano anche tanti vantaggi sia dal punto di vista della gestione che della fruizione da parte del pubblico.
Innanzitutto il patrimonio conservato nei piccoli musei non è certo inferiore per qualità a quello dei grandi musei, ma la fruizione di esso è ben diversa nei due casi: al Louvre si può vedere la Gioconda da una distanza di 5 metri per pochi secondi, come durante un rituale di venerazione di una reliquia in una cattedrale medievale, mentre in un museo che ha molto meno di 25000 visitatori al giorno le opere possono essere apprezzate in maniera più intima e personale e per il tempo necessario al loro pieno godimento, senza fretta, magari anche comodamente seduti in poltrona. 
Spesso quando si chiede a una qualunque persona, indipendentemente da età e grado di istruzione, di associare aggettivi alla parola "museo", esso risulta un luogo polveroso, stantio, scomodo, freddo, distante. Pensate ai detti quotidiani: dire di una persona che è "da museo" non è certamente considerato un grande complimento.
Penso che per ripensare la gestione di un qualsiasi museo si debba ripartire da questa considerazione: il museo non deve più essere percepito come polveroso, stantio, scomodo, freddo, distante, ma al contrario come un luogo di cultura a tutto tondo, di conservazione ma anche di produzione di sapere e conoscenza, vicino alla popolazione e al territorio, in relazione con il mondo esterno e non chiuso in sé stesso, non un luogo di rituali ma veramente vivibile e flessibile.
Perciò sono in piena sintonia con le conclusioni del convegno "I musei accoglienti": la strategia vincente è "puntare sulla cura dei dettagli, instaurare relazioni calde con la comunità e con i visitatori".


Il convegno è di qualche mese fa, ma l'argomento sarà sempre attuale. Il museo non dovrà mai smettere di ripensare sé stesso, il suo ruolo, la sua missione, i suoi rapporti con l'esterno, con i propri interlocutori. Bandiamo per sempre dagli istituti di cultura la staticità, il distacco, lo stantio. Ridiamo all'antico, alla cultura, al sapere le connotazioni positive che avevano una volta. Facciamo un passo indietro per andare più avanti."